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Morte di Caravaggio – Il mistero risolto

19 settembre 2016 - Crimini nella storia, Criminologia per ragazzi
Morte di Caravaggio – Il mistero risolto

Morte di Caravaggio


Eccoci ancora qui a parlare di Caravaggio, come vi avevo promesso questo sarà l’ultimo articolo su questo grandissimo personaggio e spero che vi entusiasmerà così come ha entusiasmato anche me. Diciamo quasi l’ultimo, perchè sto preparando un approfondimento : “
La prova del Dna nel caso Caravaggio”, ma lo scoprirete alla fine dell’articolo!!!

Nello scorso articolo “La morte di Caravaggio” vi avevo lasciato verso le 10.00 di martedì 22 dicembre 2009 quando il fuoristrada che trasportava le due cassette contenenti i reperti raccolti nella piccola cappella del cimitero di San Sebastiano parte da Porto Ercole alla volta di Ravenna. 

Adesso i nostri scienziati intrecciano le scoperte fatte attraverso la fase di indagine storico-documentaria con le indagini di laboratorio.

In particolare quando si è alla ricerca di un individuo, la conoscenza dei suoi tratti somatici e del suo aspetto fisico è fondamentale. morte-di-caravaggioBeh la stessa cosa succede quando si tratta di identificare dei resti. Per poter descrivere Caravaggio i nostri ricercatori si sono avvalsi di una deposizione di un barbiere romano che fu rilasciata nel 1597 al cancelliere del tribunale del governatore, nell’ambito di una delle tante inchieste giudiziarie in cui il pittore si trovò coinvolto. Tale documento fu ritrovato e sottoposto all’attenzione degli studiosi nel 1998 da monsignor Corradini e lo storico d’arte Maurizio Marini. Da questo documento emerge l’aspetto d’insieme del pittore e si parla di “un giovanaccio grande” e “grassotto”. Un giovane dunque di altezza piuttosto elevata e di corporatura robusta: tale dettaglio è importantissimo in fase di analisi antropologica.

In corso di analisi paleopatologica i nostri scienziati tengono conto del ricovero presso l’ospedale della Consolazione a Roma, causato secondo Mancini, amico e medico di Caravaggio, dai postumi di un calcio di cavallo. Senza contare i diversi traumi riportati nei tanti scontri, non ultimo il colpo ricevuto al Cerriglio.

 

morte-di-caravaggioCosì i nostri scienziati dopo aver estratto, sistemato e ordinato tutti i resti sui tavoli di laboratorio procedono alla separazione secondo criteri anatomici. Il materiale è frammentario e ricoperto di incrostazioni terrose. Bisogna pulire tutto e campionare i residui di terriccio. Quindi si procede con il restauro dei reperti: che consiste nel ricomporre i segmenti fratturati incollando fra di loro i segmenti ossei corrispondenti. Intanto si procede anche alla siglatura: con PE vengono identificati tutti i resti provenienti da Porto Ercole e con IC e IIC quelli recuperati rispettivamente dal primo e dal secondo cumulo. Si calcola quindi il numero degli individui rappresentati (Nmi), calcolo possibile contando il numero massimo di ossa impari o di ossa pari di uno stesso lato che si ha a disposizione. Complessivamente nei due cumuli si possono contare 17 individui: 11 nel 1° cumulo e 7 nel 2° cumulo.

Quindi si procede con lo scartare le ossa appartenenti a individui troppo giovani : la presenza di zone cartilaginee situate vicino alle due morte-di-caravaggioestremità dell’osso, piuttosto che le suture completamente aperte nel cranio e lo sviluppo della dentatura sono tutti makers dell’età al momento della morte.

Si scartano inoltre le ossa appartenenti a individui femminili, riconosciute grazie al dimorfismo sessuale che presenta lo scheletro umano.

Per la determinazione dell’altezza avendo reperti incompleti di cui non si riesce a misurarne la lunghezza non è neppure possibile applicare i metodo di calcolo per la statura. Come fare dunque? I nostri studiosi non si scoraggiano e mediante uno scanner a luce strutturata ad alta precisione acquisiscono i vari segmenti ossei in modo da rielaborare dei modelli digitali 3D.Vengono così ricostruite virtualmente le parti mancanti delle ossa e su questi modelli vengono effettuate le rilevazioni osteometriche. I soggetti presenti hanno statura tra i 166 e i 178 cm.

Il numero degli indiziati si abbassa, ma per ridurlo ulteriormente si procede con una stima più accurata dell’età al momento della morte. Viene coinvolto nel progetto l’antropologo Domenico Mancinelli, dell’Università dell’Aquila, il quale è un esperto nella tecnica micro-morfologica per la determinazione dell’età della morte. In particolare dovrà svolgere un’analisi istologica su nove femori attribuibili ad altrettanti indiziati.

Poco alla volta vengono isolati tutti maschi alti intorno al metro e settanta, deceduti all’età di 40 anni circa.

 

Si passa quindi alla datazione con il carbonio 14 per individuare tra gli indiziati i morti a cavallo del 1610: per fare questo viene interpellato

morte di caravaggio

Lucio Calcagnile

il professor Lucio Calcagnile, fisico che dirige il Cedad (centro per le datazioni e la diagnostica) dell’Università del Salento. La tecnica di datazione con il radiocarbonio è lunga e laboriosa e bisognerà attendere un mese per i risultati: si inizia con l’osservazione al microscopio ottico dei campioni allo scopo di individuare eventuali macrocontaminanti che verranno rimossi meccanicamente. Si passa poi al trattamento chimico di ciascun campione per la rimozione delle contaminazioni mediante solventi chimici, il materiale estratto viene quindi convertito in anidride cedadcarbonica tramite combustione a 900 gradi centigradi, e in seguito tramite compressione. Infine si procede alla ionizzazione del campione e alla misura della concentrazione relativa del radiocarbonio mediante l’Ams (Accelerator Mass Spectrometry). Quello che si ottiene è uno spettro, cioè un grafico della distribuzione dei diversi ioni separati in funzione del loro diverso rapporto carica/massa.

Professor Andretta

Professor Andretta

Abbiamo visto, parlando del Caravaggio e delle possibili cause di morte, come i pigmenti e le vernici che utilizzava contenessero metalli pesanti e in particolare piombo. I ricercatori si convincono che il comportamento allucinato del pittore sia da mettere in relazione con il progressivo avvelenamento da piombo di cui soffriva, e forse è proprio il piombo potrebbe essere la causa, almeno indiretta, della sua morte. Il suo temperamento aggressivo e turbolento, gli improvvisi attacchi d’ira potrebbero essere proprio determinati da un sistema nervoso debilitato dalla intossicazione da questo metallo.
Dai reperti vengono selezionati e asportati nuovi campioni che vengono inviati al professor Andretta per essere sottoposti ad una serie di esami capaci di individuare tracce di metalli pesanti, in particolare si parte eseguendo una prima analisi della composizione chimica superficiale con il sistema Sem-Edax per poi procedere alla misurazione accurata degli elementi contenuti nel materiale mediante la spettrofotometria di massa abbinata al plasma accoppiato induttivamente, in breve Icp-Ms (Inductively Coupled Plasma Mass Spectrometry).

Il lavoro e i risultati di questi quattro laboratori ( Lecce, Aquila, Marina di Ravenna e Ravenna) ci daranno come risultato un unico indiziato: il campione contrassegnato con il n° 5.

Ma prima di trarre conclusioni affrettate serve la prova definitiva che quelle ossa siano proprio quelle del pittore, Quindi serve la prova del DNA. Già estrarlo da ossa rimaste in terra per 400 anni non è facile, ma trovare il DNA con cui confrontarlo si rivela ancora più difficile. Caravaggio non ha eredi diretti per linea femminile ne tanto meno per via maschile, per cui l’ultima risorsa possibile è quella di confrontare il DNA estratto dai resti indiziati con quello del cromosoma Y dei Merisi ancora oggi esistenti nella zona di Caravaggio. I marcatori esaminati a questo scopo sono 17 e i Merisi hanno mostrato di possederne una combinazione tipica. Dalle ossa deteriorate del campione indiziato, quello contrassegnato con il n° 5, i ricercatori riescono ad evidenziare prima 6 poi 7 poi 11 marcatori che si rivelano tutti compatibili con la combinazione dei Merisi. Si tratta di una coincidenza così alta da fornire un’alta probabilità di aver trovato i resti di Michelangelo Merisi da Caravaggio. 

 

Per la prima volta il fitto mistero che avvolge la morte di Caravaggio trova alcuni punti fermi che permettono a Vinceti di ricostruire le

Silvano Vinceti

Silvano Vinceti

ultime ore della sua tragica vita. Avvalendosi del contributo di storici dell’arte del livello del prof. Maurizio Calvesi prof. Vincenzo Pacelli, Helen Landon, e Francesca Cappelletti , il nostro Vinceti conclude che i dati scientifici uniti alle evidenze storiche gli permettono di affermare con assoluta certezza di aver trovato i resti mortali del pittore. 

 Vinceti

Finisce qui la nostra avventura insieme al grande Caravaggio…spero ti sia divertito e spero di averti incuriosito.

 

 

 

 

Se vuoi approfondire alcune tematiche che ho trattato in questo articolo non perderti i miei prossimi articoli:

 

Buona lettura e a presto.

 

GIULIA| SETTEMBRE 2016

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