La morte di Caravaggio : un enigma da risolvere

Morte di Caravaggio: un mistero da risolvere insieme.

La Morte di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, da sempre avvolta dal mistero, viene definita uno dei grandi gialli della storia dell’arte. Tra le poche certezze sembra esserci la località della morte, che viene identificata con Porto Ercole.

Morte di Caravaggio
San Giovanni Battista
Morte di Caravaggio
San Giovannino disteso
Morte di Caravaggio
La Maddalena in estasi

Inizia il nostro viaggio alla risoluzione del mistero sulla Morte di Caravaggio, ma prima di passare alle eccezionali scoperte avvenute recentemente a Porto Ercole, vi consiglio di leggere il mio precedente articolo (clicca qui) , dove viene ripercorsa in breve la vita di Caravaggio per arrivare così al mese di luglio dell’anno 1610, quando Caravaggio prese nuovamente il mare a bordo di una feluca che da Napoli era diretta a Porto Ercole, allora territorio dello Stato dei Presidi Spagnoli. Il pittore portò con i suoi bagagli tre preziose tele (il San Giovannino Battista, il San Giovanni disteso e la Maddalena in estasi) che erano a tutti gli effetti un salvacondotto per la salvezza, poiché intendeva donarli al cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V, per ringraziarlo dell’interessamento dimostrato.
Giunto all’approdo di Palo (circa quaranta km da Roma) Caravaggio venne probabilmente scambiato per un criminale ed arrestato. Il tempo necessario a chiarire l’errore ed ottenere quindi la liberazione, fu troppo lungo per sperare di ritrovare la feluca, che nel mentre aveva ripreso il mare con a bordo il prezioso carico.

Caravaggio cercò di recuperare le sue tele incamminandosi alla volta di Porto Ercole, dove arrivò stremato e senza riuscire a ritrovare la feluca. Non potè più riprendere il cammino perché morì di malattia a Porto Ercole il 18 luglio 1610 all’età di trentanove anni.

Morte di Caravaggio
Scipione Borghese
Morte di Caravaggio
Marchesa Costanza Colonna

Uno dei tanti misteri irrisolti riguarda il destino delle tre tele che aveva con se Caravaggio. Alla morte di Caravaggio vennero rivendicate da Scipione Borghese (a cui erano destinate), dalla Marchesa Costanza Colonna, dal Priore di Capua dei Cavalieri dell’Ordine di Malta e dal conte Lemos vicerè di Napoli. A Scipione Borghese arrivò solo una tela (il San Giovannino oggi esposto nella Galleria Borghese), probabilmente il secondo San Giovanni (San Giovanni disteso oggi appartenente ad una collezione privata ed esposto al pubblico per la prima volta nel 1976) lo ottenne il conte di lemos e La Maddalena in estasi (oggi in una collezione privata) invece andò alla marchesa Costanza Colonna.
C’è chi sostiene che l’arresto del Caravaggio a Palo venne preorganizzato e la mitica feluca non raggiunse mai Porto Ercole, ma da Palo fece ritorno a Napoli, attesa dalla marchesa Costanza Colonna…

Morte di Caravaggio
Cavalieri di Malta
Morte di Caravaggio
Conte Lemos

Tornando ai giorni d’oggi, dicevamo che non ci sono dubbi in merito al luogo di morte di Caravaggio, ovvero Porto Ercole. Tuttavia fino a pochi anni fa c’era la convinzione che fosse morto sulla spiaggia della Feniglia, (dove una stele ricorda l’evento), invece nel 2001 nei registri della parrocchia di Sant’Erasmo a Porto Ercole, in un libro dei conti del 1656 viene rinvenuto l’atto di morte del Caravaggio che cita testualmente “A dì. 18 luglio 1609 nel ospitale di S. Maria Ausiliatrice morse Michel Angelo Merisi da Caravaggio dipintore per malattia”. Ad una prima lettura salta subito agli occhi che l’anno citato è 1609 e non 1610, tuttavia sembra che l’errore sia dovuto al fatto che nell’area di Porto Ercole, al tempo non fosse ancora stato introdotto il calendario gregoriano, oppure potrebbe trattarsi di una svista di trascrizione. Tuttavia l’atto non lascia spazio a dubbi e così è iniziata anche la ricerca della sepoltura del Caravaggio.
All’epoca della morte, gli stranieri di misere condizioni venivano sepolti nel cimitero di San Sebastiano di Porto Ercole e sicuramente lì venne sepolto il Caravaggio. Tuttavia nel 1956 a causa dei lavori per l’ampliamento della strada di accesso al paese, gli scheletri dell’antico camposanto vennero trasferiti in una cripta dell’attuale cimitero, e qui si sono concentrate le ricerche del gruppo di scienziati, che dopo aver sondato anche le cripte del forte spagnolo e la cripta della chiesa di Sant’Erasmo, hanno selezionato gli scheletri rinvenuti ed effettuato numerosi test scientifici di assoluta attendibilità. Arriviamo infine al 16 giugno 2010 quanto l’equipe di ricercatori ha ufficialmente sostenuto che :

“L’integrazione fra i risultati dell’indagine storiografica e gli esiti delle ricerche di biologia scheletrica, nonchè delle tecnologie per l’accertamento dei metalli pesanti nelle ossa, delle analisi dei sedimenti terrosi, della datazione con il carbonio quattordici, e, per finire del Dna, hanno contribuito a dipanare la matassa del ritrovamento del luogo di sepoltura e dei resti mortali di Caravaggio”.

Morte di Caravaggio
Tomba di Caravaggio

Con queste parole i responsabili del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici Culturali e Ambientali ha dato l’ufficialità all’85% del ritrovamento nella cripta della Chiesa del Cimitero di Porto Ercole a Ravenna dei resti mortali del grande artista, dopo oltre un anno di lavoro. Gli stessi dati storici inerenti il nucleo originario dell’antico cimitero di San Sebastiano, richiamati nella disposizione del 1629 del vescovo Scipione Tancredi, si sono rivelati fondamentali per indirizzare e sostanziare la ricerca.

L’arca funeraria in cui sono state deposte le ossa è a Porto Ercole tra Via Nuova e Via Principe Umberto.

Se vi interessa come sono state svolte le indagini dall’equipe di scienziati non perdetevi il prossimo articolo (clicca qui) sulla Morte di Caravaggio: il mistero risolto (.

GIULIA | GIUGNO 2016

 

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