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Legge contro il Cyberbullismo: la Camera approva e il web è in rivolta.

Legge contro il Cyberbullismo: la Camera approva e il web è in rivolta.

Il 20 Settembre 2016 l’aula della Camera approva la proposta di legge contro il cyberbullismo. Dopo le modifiche apportate al testo a Montecitorio, il provvedimento torna al Senato. All’interno sono contenute delle misure per contrastare il fenomeno – i cui numeri sono davvero preoccupanti soprattutto tra i giovanissimi – poiché nel nostro ordinamento giuridico è prevista l‘impunità per i reati commessi da minori di 14 anni.

I dati parlano chiaro: ben quattro minori su dieci sono testimoni di atti di cyberbullismo  compiuti nei confronti nei loro coetanei, il 67% dei quali viene considerato diverso percyberbullismo l’aspetto fisico, il 56% per l’orientamento sessuale e il 43% perché straniero.

In particolare, la proposta di  legge dopo aver fornito la definizione di bullismo, cyberbullismo e di gestore del sito internet, prevede in riferimento al cyberbullismo la possibilità per chiunque (anche sotto i 14 anni) di chiedere al gestore del sito Internet l’adozione di provvedimenti inibitori e prescrittivi a sua tutela (oscuramento, rimozione o blocco delle comunicazioni che lo riguardano e dei contenuti specifici che costituiscono cyberbullismo), previa conservazione dei dati originali.

Ma se il gestore non fa nulla? La proposta di legge prevede una tutela rafforzata dei diritti delle vittime, in quanto il Garante per la protezione dei dati personali, che controlla l’effettiva adozione delle misure (entro 24ore), in caso di verifica negativa, vi provvede direttamente.

 

Il ruolo di scuole e docenti sarà indubbiamente indispensabile poiché le legge prevede la formazione del personale scolastico, la sensibilizzazione degli studenti, l’introduzione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti, maggiori finanziamenti per la promozione di progetti di educazione alla legalità e di lotta contro il fenomeno in questione.

 

Cosa ve ne pare di questa proposta di legge?

 

La discussione si accende e questo può essere solo positivo. Il problema  è reale e ha una portata veramente enorme, e in qualche modo si sta cercando di risolverlo.

 

Su Repubblica appare un articolo molto interessante e “divertente”   in cui vengono ipotizzate alcune conseguenze di questa legge imprecisa e la cui ampiezza si è spinta troppo oltre. Blog scomodi, la satira, forum un po’ troppo coloriti potrebbero essere oggetto di possibile rimozione.

Continua a leggere su Repubblica.it 

 

cyberbullismo

C’è chi dice che non serve a niente.

E’ stata molto criticata da diversi giornalisti ed esperti:

 

Massimo Mantellini l’ha definita sul suo blog «una palese dichiarazione di superbia e incompetenza» con degli effetti censori, animata da un costante «desiderio di rivalsa» che i parlamentari italiani mostrano verso Internet.

Guido Scorza – avvocato, docente di diritto delle nuove tecnologie e giornalista – ha dato  un giudizio molto negativo. Ha scritto che è «un pessimo esempio di come dovrebbe essere scritta una legge» e che è «inutile nel migliore dei casi, perniciosa nel peggiore».

Elena Ferrara, la senatrice del PD che ha presentato per la prima volta in Senato la proposta di legge, nel 2014, ha detto che «la legge è stata compromessa nella sua efficenza» e che è stata «annacquata» da tutte le modifiche che le sono state apportate durante l’iter parlamentare.

Continua a leggere su Repubblica.it 

 

Quindi vorrei provare a trarre qualche conclusione…

 

Dunque la legge approvata al Senato è stata cambiata e generalizzata alla Camera con una discussione distratta e tardiva. Il testo è incredibilmente impreciso. E ora tornerà al Senato. (Qui il testo originale e il nuovo).

 

Mi viene da pensare che il problema forse è che le leggi fatte per la rete sono difficili. Agiscono su un sistema complesso. Le loro conseguenze vanno valutate come si farebbe per un intervento su un ecosistema. Le conseguenze dirette possono essere meno importanti di quelle indirette. La Dichiarazione dei diritti in internet approvata all’unanimità dalla Camera lo scriveva chiaramente. Ma i deputati sembrano averla sottoscritta e dimenticata.

Secondo i più critici, la legge consente a chiunque si senta in ansia per qualcosa che è scritto online di ottenerne la rimozione senza alcun contraddittorio, pena una sanzione da decine o centinaia di migliaia di euro per il gestore che non rimuova (senza distinzione tra le grandi piattaforme e i piccoli blog).

Secondo i difensori della legge tutto questo armamentario sanzionatorio non esiste e non si applica.

 

Ma non è un pò strana questa doppia lettura di una legge appena fatta.cyberbullismo

 

Secondo i combattenti contro il cyberbullismo però questa legge deve pur avere una sua forza, quindi non si vede perché approvarla se poi non sanziona nessuno.

 

Una voce mi fa riflettere , è quella di Cory Doctorow che pone l’attenzione sull’assurda tentazione di fare una finta legge sul cyberbullismo allo scopo reale di tarpare le ali a qualunque genere di critica online. I politici probabilmente sono antropologicamente accomunati da una sorta di ossessione per le critiche che ricevono online, spesso ingiuste e preconcette. E forse per questo stanno facendo passare una legge che smonta ogni possibilità di critica. Ma se avessero letto la Dichiarazione dei diritti in internet che hanno votato all’unanimità starebbero facendo autocritica…

 

Cory Doctorow: Italy on the verge of the stupidest censorship law in European history

Under the proposed law, the “site manager” of Italian media, including bloggers, newspapers and social networks would be obliged to censor “mockery” based on “the personal and social condition” of the victim — that is, anything the recipient felt was personally insulting. The penalty for failing to take action is a fine of €100,000. Truthfulness is not a defense in suits under this law — the standard is personal insult, not falsehood.

Conclusioni?

Per ora nessuna conclusione!!! Spero solo che parlarne in modo intelligente aiuti a sensibilizzarci e a combattere con o senza questa legge il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Le parole chiave per me sono: educazione civica, rispetto, solidarietà e piattaforme più intelligenti.

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