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Il crimine nello sport: il doping!!!

10 giugno 2016 - Criminologia per ragazzi, CSI scena del crimine
Il crimine nello sport: il doping!!!

doping01Ciao ragazzi, chi di noi non sogna di diventare un campione nel proprio sport? Purtroppo tra i tanti che ci provano solo in pochi arrivano a livelli agonistici. E ancora meno diventano professionisti. Nella nostra società se non dimostri di eccellere non riesci a emergere e farti notare, è una società che ti chiede di andare oltre i tuoi limiti e a volte oltre limiti umani. E così arrivano in aiuto sostanze che ti fanno sentire meno stanco e che aumentano la resistenza o sostanze che aumentano la forza fisica, ma nulla viene dato per nulla. Le conseguenze dell’assunzione di queste sostanze sono deleterie per la salute. Credo che abbiate capito che sto parlando delle sostanze dopanti.

Cosa vuol dire DOPING?

Per doping si intende l’ utilizzo di farmaci o composti chimici allo scopo di ottenere effetti diversi al fine di migliorare le prestazioni sportive. I composti dopanti agiscono in vario modo: possono promuovere lo sviluppo della muscolatura o annullare il sintomo fisiologico della fatica inducendo l’atleta a non interrompere l’allenamento oppure migliorare l’ossigenazione del sangue.

Indipendentemente dal tipo di sostanza utilizzata, il doping rappresenta prima di tutto un fatto di coscienza. E’ fraudolento l’intento stesso di migliorare le proprie capacità atletiche, contravvenendo alle regole di correttezza, lealtà e rispetto per gli altri che sono il fondamento di qualsiasi attività sportiva.

L’uso di sostanze per aumentare il rendimento fisico non è recente in quanto gia nell’antica Grecia si faceva uso di erbe e funghi ritenuti capaci di far aumentare le capacità atletiche.

I regolamenti sportivi vietano il doping, regolamentando le dosi di farmaci consentiti e prescrivono l’obbligo per gli atleti di sottoporsi ai controlli antidoping che si effettuano mediante l’analisi delle urine e in taluni casi anche del sangue.

Gli atleti che risultano positivi vengono squalificati per un periodo più o meno lungo; nei casi di recidiva si può arrivare fino alla squalifica a vita. Casi clamorosi di doping sono stati quello di Ben Johnson, oro nei 100 metri alle olimpiadi di Seul, e quello di Marco Pantani escluso dal Giro d’Italia del 1999.

Nonostante i controlli, l’uso di sostanze dopanti è diffuso non solo nello sport professionistico, ma anche in quello dilettantistico e amatoriale.

Ecco qui i principali composti dopanti:

  1. steroidi01STEROIDI ANABOLIZZANTI.

    Sono probabilmente i signori del doping. Derivati dal testosterone, l’ormone sessuale maschile, hanno la capacità di accelerare i fenomeni cellulari anabolici. Servono cioè a rendere più veloce la sintesi di proteine, carboidrati e costituenti cellulari con l’obiettivo di aumentare artificialmente la massa muscolare dell’atleta. Sono utilizzati da chi pratica discipline di potenza come gli sprint, il sollevamento pesi, la lotta.

Vengono assunti a cicli di 12 settimane: le prime 6 a dosi crescenti, le ultime 6 a dosi decrescenti, seguendo uno schema chiamato pyramiding.  Addirittura c’è chi non disdegna nemmeno lo stacking, cioè l’assunzione contemporanea di più steroidi.
PERCHÈ FANNO MALE.  Gli effetti collaterali degli steroidi sono però molto pericolosi e ormai accertati dalla scienza: si va dalla crescita abnorme dei tessuti sessuali (negli uomini soprattutto la prostata, nelle donne il clitoride), alla comparsa di tumori, dall’atrofia testicolare alla ginecomastia (crescita di tessuto mammario anche negli uomini).infarto

Queste sostanze tendono a far crescere in misura abnorme tutti i muscoli, anche il cuore, con conseguente aumento del rischio di infarto.

Gli steroidi hanno effetti anche sulla psiche: chi li assume tende ad essere più aggressivo mentre durante l’astinenza la situazione si ribalta: compaiono ansia e depressione che, nei casi più gravi, possono portare al suicidio. Se ciò non bastasse, va ricordato che queste sostanze possono scatenare forme gravi di acne e irsutismo (crescita incontrollata dei peli), e portare sia uomini che donne alla calvizie.
Rientrano in questa categoria di sostanze l’Oxandrolone (chiamato anche Ox o Var), l’Oxymetholone (Drol), il Methandrostenolone (Dbol), lo Stanozolol (Winny), il Torinabolon.

 

  1. L’EPO, OVVERO IL DOPING DEL SANGUE. 

    Obiettivo di questo tipo di doping è aumentare il numero di globuli rossi nel sangue degli atleti prima della competizione e assicurare in questo modo una maggiore ossigenazione di muscoli e tessuti.

epoLe tecniche più utilizzate sono due: la prima prevede la somministrazione per iniezione di sostanze capaci di stimolare la produzione di eritrociti. La più nota e utilizzata tra queste è l’Eritropoietina, o EPO, un ormone normalmente prodotto dai reni che regola la produzione di globuli rossi da parte del midollo.

Il secondo metodo è l’autotrasfusione: all’atleta vengono prelevate diverse sacche di sangue che vengono conservate e re-infuse poco prima della gara. Questa pratica, del tutto normale e comune in ambito chirurgico, diventa doping quando viene effettuata con l’obiettivo di aumentare i globuli rossi per dare un aiutino allo sportivo prima della competizione e aumentarne la resistenza alla fatica.
VELOCI DA MORIRE.  L‘incremento artificiale di globuli rossi nel sangue espone gli atleti a numerosi rischi: aumentando la componente solida, il flusso ematico diventa più denso e cresce il rischio che si formino pericolosi coaguli (i trombi) che possono ostruire i vasi sanguigni (trombosi).

 

Il rischio aumenta ancora di più con la disidratazione causata dalla sudorazione, soprattutto durante le gare di resistenza.

 

Ma non finisce qui, perchè l’Eritropoietina ha, tra i suoi effetti collaterali, anche aritmie cardiache, danni cerebrali e morte improvvisa.
In questa categoria di farmaci spicca l’Epokrin 2000 che, può essere acquistato senza prescrizione medica per circa 55 euro alla confezione.

 

In che modo vengono svelati i casi di doping?

tossicologia forenseLa tossicologia forense nasce storicamente per soddisfare le esigenze della perizia giudiziaria in tema di sospetto veneficio e da ciò deriva il suo stretto legame con la Medicina Legale. Si tratta quindi di una applicazione della tossicologia in situazioni che assumono o possono assumere rilevanza giuridica. E’ una scienza che studia droghe, veleni e le implicazioni mediche e legali associate all’uso di questi. Al fine di rispondere motivatamente ai quesiti posti dalla Magistratura, al tossicologo forense sono richieste approfondite conoscenze di tossicologia, farmacologia, chimica analitica, nonché la capacità di interpretare i risultati prodotti alla luce di ben precisi riferimenti normativi.

I campioni biologici studiati possono essere quelli ematici, l’urina, il fluido orale o le formazioni pilifere. Queste ultime sono analizzate quando il tempo trascorso tra ultima assunzione ed il prelievo è talmente prolungato da rendere inutile l’analisi degli altri campioni biologici.

Prassi comune è anche il controllo dell’assunzione di alcool, droghe e altre sostanze da abuso allo scopo di evidenziare le eventuali alterazioni indotte del comportamento o delle prestazioni psicofisiche.

 

Non ti perdere il prossimo articolo sull’intercettazione che scagiona Marco Pantani dalle accuse di Doping.

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