genocidio

Genocidio Armeno

Genocidio degli Armeni : 24 aprile 2015

Tra le innumerevoli tragedie che hanno segnato la prima guerra mondiale una delle più grandi e meno conosciute è quella dello sterminio della popolazione armena. Il governo dell’Impero Ottomano prima, quello dei Giovani Turchi poi, si impegna in un vero e proprio genocidio, intenzionalmente sterminando centinaia di migliaia di armeni. È una strage di dimensioni enormi, per decenni coperta dall’oblio.

Le cause

Per capire bene il senso e le motivazioni di quanto accaduto un secolo fa, bisogna fare un salto ancora più indietro nella storia, e ricordare che la comunità armena è stata la prima nella storia a dichiarare il Cristianesimo religione ufficiale del proprio Paese, nell’anno 301. La religione cristiana è sempre stata molto sentita e molto forte nella comunità armena nel corso dei secoli, e sotto le diverse dominazioni. Arriviamo così alla fine del 1800, quando l’impero ottomano – guidato dal sanguinario Abdul Hamid II – ormai in decadenza si preoccupa delle varie spinte autonomiste che provengono dalle minoranze etniche. Tra queste, la comunità cristiana armena, che aspira all’indipendenza e in questo è appoggiata dalla Russia, che ha anche lo scopo di indebolire l’impero ottomano. Il sultano sobilla così la popolazione curda contro gli armeni e a partire dal 1894 inizia una persecuzione che in due anni fa 50.000 vittime.genocidio armeni

Lo sterminio del popolo armeno ha inizio nei primi mesi del 1915, per volontà del triumvirato che guida il CUP, il partito dei Giovani Turchi allora al potere, e che è composto dal capo del governo e ministro dell’Interno Talaat; dal ministro della Guerra Enver e dal ministro della Marina Jemal. Il 24 aprile 1915 scompaiono dalla nutrita comunità armena di Costantinopoli, capitale ottomana, circa trecento persone. Essi appartengono alla classe dirigente della loro nazione, che così si ritrova decapitata. La retata è portata a termine dalla gendarmeria del governo ottomano il quale di lì a poco, con poche ma mirate disposizioni, pianificherà attentamente l’eliminazione degli Armeni che, almeno in un primo momento, verrà camuffata sotto il nome di “evacuazione militarmente necessaria delle zone di guerra”. Nelle città viene diffuso un bando che intima alla popolazione armena di prepararsi per essere deportata; si formano così grandi colonne nelle quali gli uomini validi vengono portati al di fuori delle città e qui sterminati. Il resto della popolazione è indirizzato verso Aleppo, ma la città sarà raggiunta solo da pochi superstiti: i nomadi curdi, l’ostilità della popolazione turca, i tchété e le inumane condizioni a cui sono sottoposti fanno sì che i deportati periscano in gran numero lungo il cammino. Nel settembre 1915 il grosso del genocidio può considerarsi finito: durante la deportazione e nei campi di sterminio del deserto siriano, hanno perso la vita circa un milione e mezzo di Armeni.

Qui propongo un video che in pochi minuti spiega e mostra la crudeltà che il popolo armeno ha dovuto subire.

Ragazzi, nella vicenda tragica del genocidio armeno ciò che colpisce non è solo l’entità dei morti, ma l’ostinazione con la quale la Turchia ancora oggi, non vuole sentirne parlare, non vuole riconoscerlo. Ancora oggi in Turchia parlare del genocidio degli Armeni è considerato un reato un attentato all’unità nazionale. Pensate solo al fatto che i molti intellettuali, e letterati per averlo fatto hanno dovuto subire processi, sono stati condannati, alcuni sono stati costretti all’esilio. Lo stesso Pahmuk, premio nobel per la letteratura, ha avuto problemi per questo motivo.

La Turchia vuole entrare in Europa!!!

Sarà molto importante su questo tema l’atteggiamento che terrà la comunità internazionale. In Francia, già oggi, negare il genocidio degli Armeni è considerato un reato. L’ anno scorso il presidente degli stati uniti Obama ha parlato esplicitamente di questa vicenda incorrendo nell’ira della diplomazia turca, ma è un atteggiamento sul quale insistere. Anche perché c’è in ballo una partita politica molto importante l’ingresso della Turchia nella comunità europea. Ricordiamo che l’Unione europea, la Comunità europea, si è fatta anche elaborando i totalitarismi del passato. Ogni paese europeo, a partire dalla Germania si è assunto le responsabilità che aveva avuto in vicende tragiche come lo sterminio degli ebrei. I paesi ex comunisti che sono entrati in Europa a loro volta hanno dovuto fare i conti con le vicende del totalitarismo sovietico, assumendosi ognuno la propria responsabilità. Non so cosa ne pensiate, ma secondo me se l’Europa intende accettare la Turchia deve costringere quest’ultima a farsi un esame di coscienza e ad assumersi di fronte alla comunità internazionale, le sue responsabilità.

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