cyberbullismo

Il Fenomeno del cyberbullismo e le sue manifestazioni

Il potere del cyberbullismo

In questo articolo descrivo le varie forme in cui il cyberbullismo si può manifestare.

Inoltre elenco gli strumenti che utilizzano il cyberbulli per addescare e vessare le proprie vittime.

 

cyberbullismoI dati rilevati sulla diffusione del bullismo e soprattutto del cyberbullismo confermano l’urgenza di parlarne a  tutti i livelli.  Le Scuole, la televisione, Internet e la radio hanno come target i ragazzi. Con questo articolo invece voglio far conoscere il fenomeno del cyberbullismo anche ai genitori per dare loro gli strumenti per combattere il cyberbullismo . E aiutare così i propri ragazzi a parlare evitando che si chiudano in quel silenzio che può avere conseguenze anche mortali.

cyberbullismo Il cyberbullismo è il male nascosto agli occhi degli adulti , ma visibile negli smartphone, negli iPhone e nei social-network di tutti i ragazzi. Invade la psiche, distrugge l’autostima e aumenta notevolmente la probabilità di incorrere in un tentativo di suicidio. La metà delle vittime di cyberbullismo ha pensato di togliersi la vita, e una stessa percentuale pratica autolesionismo: si fanno intenzionalmente  del male.

Le più esposte al cyberbullismo risultano le ragazze.

 

Il fenomeno del cyberbullismo può articolarsi in almeno nove tipologie.

 

  1. Flaming: cioè battaglia verbale on-line è una forma atipica, in quanto i messaggi on-line violenti e volgari sono inviati da due contendenti che hanno lo stesso potere e che si affrontano ad armi pari, per una durata temporale limitata.
  2. Harassment, dall’inglese molestia, consiste in messaggi diffamatori e ingiuriosi che vengono inviati ripetutamente nel tempo, attraverso l’uso di e-mail, SMS, pubblicazioni sul blog, eccetera
  3. Il Cyberstalking o persecuzione telematica: si verifica quando le molestie divengono particolarmente insistenti e intimidatorie, cosicché la vittima inizia a temere per la propria incolumità fisica.
  4. Il Put Down può concretizzarsi in una sola azione, capace però di generare effetti demolitori della reputazione della vittima, ad esempio la pubblicazione all’interno di social network, forum, blog o siti Web di gossip o di video intimi con commenti crudeli, calunniosi e diffamatori.
  5. L’impersonation (ossia la sostituzione di persona): consiste nella violazione dell’account di un’altra persona( ottenendo consensualmente la password o riuscendo ad individuarla) al fine di farsi passare per questa e inviare messaggi ingiuriosi, che scredita o creino problemi alla persona stessa
  6. L’Exclusion: consiste nell’estromissione intenzionale di una persona da un gruppo on-line da una chat o da altre attività, esclusivamente al fine di ferirla. Per vendicarsi di precedenti torti subìti.
  7. L’outing  o  il trickery: consiste nella condotta di chi, a seguito di un periodo di apparente amicizia, viene in possesso di informazioni riservate sul conto della futura vittima per poi pubblicare, senza alcuna autorizzazione, le confidenze spontanee o le fotografie riservate e intime oppure solleciti l’amico a condividere on-line segreti o informazioni imbarazzanti su se stesso o su qualcun altro per poi diffonderli ad altri utenti della rete.
  8. Il Cyberbashing è la forma di cyberbullismo più frequente. Ha inizio nella vita reale, ove il malcapitato viene aggredito o molestato mentre altri riprendono la scena con lo smartphone, per proseguire su internet, dove una volta che questi video vengono postati chiunque è libero di condividerli, commentarli o votarli.
  9. il sexting rappresenta il fenomeno più dilagante tra i giovani e consiste nell’invio di immagini o video a sfondo sessuale che vengono poi utilizzati a scopi estorsivi da parte  dei cyberbulli.

 

I mezzi attraverso i quali viene presa di mira una vittima sono molti, ma nella maggior parte dei casi hanno un minimo comune denominatore dato dall’illusione, molto spesso falsa, di essere garantiti dall’anonimato.

  1.  Whatsapp: agevolati dalla  gratuità del servizio, molti cyberbulli inviano in modo reiterato messaggi offensivi allo scopo di intimorire e insultare una vittima. Talvolta non inviano messaggi diretti, pubblicano status immagine del profilo con il chiaro intento di intimorire;
  2. Warnings: I social network come esempio Facebook, offrono l’opportunità di segnalare chi posta sul proprio profilo commenti o contenuti inappropriati, per questo con un numero importante di segnalazioni i cyberbulli possono arrivare a ottenere il blocco dell’account della vittima;
  3. Polling:  sondaggi on-line costituiti al solo scopo di denigrare la vittima designata. Ad esempio:” chi è la più disponibile della scuola?”;
  4. Spam: I cyberbullying possono inserire l’e-mail della vittima su siti pubblicitari o pornografici dai quali si generano decine di e-mail che vengono poi indirizzate al malcapitato;
  5. Blog o social-network: hanno la  funzione di condividere on-line con chi è interessato un proprio diario che i cyberbulli possono prendere di mira condizionandone i contenuti;
  6. Keylogger : programmi che se installati sul computer possono registrare ciò che viene digitato sulla tastiera. In questo modo i cyberbulli riescono a carpire le password delle loro vittime e ad accedere alla loro corrispondenza o pubblicare sui social network immagini imbarazzanti

Nei prossimi articoli parlerò di sexting e riporterò alcune delle casistiche più recenti verificatesi in Italia in tema di cyberbullismo.

 

GIULIA

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