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Genetica, DNA e indagini forensi

Le risposte alle domande che ognuno si pone sulle tecniche genetiche usate nelle indagini.

06 GIUGNO 2016 | GIULIA

L’analisi del DNA ha rivoluzionato le scienze forensi nell’ultimo decennio ed è diventato il più potente mezzo di indagine scientifica nelle mani degli investigatori.

dnaIn particolare, in occasione di fatti criminosi, quando c’è un colpevole da identificare, viene immancabilmente invocato il ricorso alla prova del DNA. Più in generale, quando occorre procedere al riconoscimento di persone scomparse o coinvolte in eventi tragici che le hanno rese irriconoscibili, il DNA può rivelarsi di grande aiuto. Anche nel caso di personaggi storici, la cui morte è rimasta sconosciuta, si può cercare nel DNA la risposta alle proprie domande. L’unica differenza è che ci si trova di fronte ad eventi accaduti nel passato. Ma oggi sappiamo che il DNA può conservarsi molto a lungo anche in un organismo ormai privo di vita, anche se non integro bensì in quantità più o meno ridotte e più o meno degradato.

Tuttavia, per poter ricavare dal Dna le informazioni in esso contenute, occore individuare e studiare determinate sequenze geniche, disperse nel cosidetto Dna mitocondriale e nelle 23 coppie di cromosomi in cui è organizzato il Dna nucleare: 22 coppie di cromosomi somatici (o autosomi) più 1 coppia di cromosomi sessuali (XX in un individuo di sesso femminile e XY in un individuo di sesso maschile). Un’operazione tutto sommato facile nel Dna integro, ma assai più complessa in quello, deteriorato e poco abbondante, estratto da reperti del passato.

dnaPer questo motivo si  rivelata essenziale, nella prassi scientifica, l’introduzione della Pcr (reazione a catena della Polimerasi). Con questa tecnica, sviluppata a metà degli anni Ottanta da Kary Mullis, è possibile moltiplicare il Dna estratto da reperti fossili fino a ottenerne quantità sufficienti per le analisi. Grazie a questo escamotage  è stato possibile analizzare Dna estratto da reperti antichissimi. Ma poiché la Pcr è in grado di amplificare anche piccole tracce di Dna, occorre fare attenzione al rischio rappresentato dal Dna estraneo, non proveniente dal reperto ma dovuto a contaminazione esterna, che può essere causata dagli stessi operatori, sia durante la raccolta dei reperti, sia nel corso delle analisi in laboratorio.

Con tutte le cautele del caso grazie al Dna estratto da reperti fossili oggi sappiamo che noi uomini moderni non discendiamo dall’uomo di Neandertal, anzi proprio a settembre dello scorso anno sono stati ritrovati dei reperti fossili che ci hanno permesso di fare nuove ipotesi sull’origine dell’uomo. Vi è un articolo molto bello su Focus: clicca qui per vederlo e anche qui

Oppure ancora possiamo venire a conoscenza delle patologie che hanno afflitto la società del passato.

Per quanto riguarda i personaggi del passato l’analisi del Dna si  rivelata in molti casi decisiva. Nell’identificazione dei membri della famiglia Romanov, per esempio, o del figlio del re Luigi XVI e Maria Antonietta, dei resti di Niccolò Copernico, del famoso bandito Jesse James, o per tracciare ipotesi credibili sul luogo di nascita di Cristoforo Colombo, o, ancora per scoprire che i resti ossei conservati nella tomba di Mozart non appartenevano al grande musicista.

Ma come è possibile tutto ciò?

dnaPer capirlo occorre ricordare alcune nozioni su questa molecola che, come sappiamo, determina l’identità genetica di ciascun individuo e si trasmette dai genitori ai figli secondo regole note e in parte prevedibili.

A me piace immaginare il DNA come una grande scala a chiocciola in cui la struttura portante è formata da zuccheri e gruppi fosfato, mentre i gradini sono costituiti da basi azotate che rappresentano un vero e proprio codice, una specie di software biologico capace di determinare le nostre caratteristiche fisiche e di dirigere I complessi processi biochimici che sono alla base della nostra vita, dalla fecondazione alla morte. Il codice si compone di sole quattro diverse unità o basi: Adenina, Timina, Citosina e Guanina.

Guardate questo video prodotto dall’AIRC, è molto carino e ci spiega come funziona il Dna.

 

Il Dna è presente nelle cellule in due diverse porzioni: nel nucleo e nei mitocondri.

Il Dna nucleare è ereditato per metà dalla madre e per metà dal padre: ogni nuova generazione  pertanto il risultato di una combinazione del Dna trasmesso dai genitori, eccetto quella porzione di Dna localizzata sul cromosoma Y che può essere ereditata solo dal padre. Quasi tutto il Dna nucleare che viene trasmesso dai genitori subisce infatti una sorta di rimescolamento, detto ricombinazione, prima di essere passato ai figli. Fa eccezione il cromosoma Y, il quale avendo una struttura diversa dal cromosoma X, non riesce ad appaiarsi in modo completo con il cromosoma omologo della coppia e dunque scambiare materiale con quest’ultimo. Succede così che il cromosoma Y viene trasmesso dal padre ai figli maschi in modo quasi totalmente inalterato.

dna mitocondriale
Mitocondrio

Il Dna mitocondriale si trova invece nel citoplasma, associato ai mitocondri, gli organuli in cui avviene la combustione degli zuccheri per la produzione di energia. E’ trasmesso soltanto dalla madre ai figli, senza alcun contributo/combinazione con quello del padre. In base a ciò il Dna nucleare è quello maggiormente usato per l’analisi di gran parte dei reperti raccolti sulle scene del crimine, per casi di paternità controversa e ai fini del riconoscimento individuale, mentre il Dna mitocondriale  generalmente impiegato per l’esame dei reperti altrimenti non analizzabili, come nel caso di reperti ossei antichi. Anche i tempi di analisi sono molto diversi. Nel caso che ho riportato di Yara Gambirasio, viene spiegato su cosa si basa la prova del Dna nucleare e mitocondriale e i relativi tempi di analisi.

Ecco dunque su cosa si fonda l’analisi del Dna: sulla raccolta attenta e minuziosa di minute tracce di sangue, saliva, sudore, tessuti, ossa, ect che si trovano sulle scene del teatro di episodi delittuosi,o, in tombe e camere sepolcrali in cui sono conservati i poveri resti di chi, come il Caravaggio ad esempio, è ancora in attesa di essere individuato.

2 comments on “Genetica, DNA e indagini forensiAdd yours →

  1. Mi presento: mi chiamo Andrea, ho 16 anni, frequento il liceo scientifico Elio Vittorini e vorrei diventare un criminologo! Amo la scienza, il mistero e il tuo sito!!! Davvero un lavoro spettacolare, complimenti 👍🏼

    1. Ehi, ehi quanti complimenti, grazie mille. Se vuoi far parte della nostra comunity, registrati e vai nella sezione collabora con noi. potrai scrivere articoli che verranno pubblicati ed entrare così tra i nostri blogger. Oppure più semplicemente scrivimi cosa vorresti trovare nel mio blog, ha solo un mese di vita e vorrei migliorarlo grazie ai miei lettori!!!

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