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Michelangelo Merisi detto Caravaggio

5 giugno 2016 - Crimini nella storia, Criminologia per ragazzi
Michelangelo Merisi detto Caravaggio

Qual è il mistero che si cela dietro la morte di Caravaggio? E dov’è finito il suo corpo? Da chi scappava quando nel Luglio del 1610, dopo mesi di fughe avventurose, sbarcò sulla spiaggia toscana di Porto Ercole? Era davvero un assassino?

Nel corso dei secoli si sono susseguite ipotesi fantasiose e verità parziali. In questo articolo voglio spiegare in breve chi è Caravaggio per poi cercare nei prossimi articoli di capire meglio cosa si cela dietro il mistero di Caravaggio: sarà come lavorare sulla scena del crimine, utilizzerò le ricerche storiche, le scienze forensi e le moderne tecniche di investigazione scientifica per cercare di far luce su uno dei gialli più affascinanti della storia dell’arte.

caravggio01Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio (nome tratto dal paese lombardo che gli ha dato i natali), nasce il 29 settembre del 1571 da un architetto a servizio del marchese di Caravaggio, Francesco Sforza.

Il pittore apparteneva ad una famiglia stimata e abbastanza agiata. La sua vocazione deve essersi manifestata molto presto, poiché già nel 1584 entra come allievo nella bottega del pittore bergamasco Simone Peterzano, allievo di Tiziano.

E’ un periodo in cui si avvale di alcuni protettori, tra cui gli Sforza e i Colonna, oppure come ad esempio il cardinale Del Monte, che lo alloggia nel suo palazzo e gli commissiona nature morte.

Nel 1592 l’irrequieto pittore decide di trasferirsi a Roma, dove è accolto fra la servitù di Pandolfo Pucci, un nobile locale.

Ancora poco autonomo si vede costretto a lavorare per artisti piuttosto noti al tempo, come Antiveduto Grammatica, Lorenzo Siciliano o Giuseppe Cesari noto come il Cavalier d’Arpino, pittore di soggetti floreali, di nature morte o di soggetti religiosi.

caravaggio

Bacchino malato

In questi anni “fu assalito da una grave malatia che, trovandolo senza denari, fu necessitato andarsene allo Spedal della Consolazione” (Baglione): è il periodo in cui dipinge i famosi ritratti allo specchio ed il “Bacchino malato” (conservato nella Galleria Borghese).

La svolta nella carriera di Caravaggio è segnata dall’acquisto de “I bari” da parte del cardinal Francesco Maria del Monte: dopo questo avvenimento, si trasferisce in Palazzo Madama, residenza del cardinale, dove resta fino al 1600.

L’ammirazione del cardinale viene condivisa anche da un suo importante vicino di casa, il marchese Vincenzo Giustiniani, residente nel palazzo di famiglia sito a pochi passi da Palazzo Madama. Oltre al Giustiniani figurano tra i committenti di Caravaggio importanti famiglie quali i Barberini, i Borghese, i Costa, i Massimi ed i Mattei.

Vocazione di San Matteo

Vocazione di San Matteo

Ma gli episodi della vita dell’artista durante questi primi anni romani rimangono oscuri e inquietanti. Nel 1597 gli viene chiesto di dipingere alcune tele per la cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi (“Vocazione di San Matteo”, “Martirio di San Matteo”, “San Matteo e l’angelo”) che lo rendono celebre e contestato. Di quest’ultima opera dovrà fornire una nuova versione, poiché era stata giudicata volgarmente irriverente.

martirio di san matteo

Martirio di San Matteo

Da allora e fino al 1606, la storia di Caravaggio è costellata da vari avvenimenti truci e violenti che si sovrappongono. Da un lato realizza numerose opere di notevole importanza che sottolineano la sua fecondità e potenza creativa: tanto per fare un esempio, tra il 1600 e il 1601 dipinge la “Crocifissione di San Pietro” e la “Conversione di San Paolo”; nel 1604 la “Madonna dei pellegrini o di Loreto”, nel 1605 la “Morte della Vergine”, rifiutata dai religiosi di Santa Maria della Scala e acquistata invece dal duca di Mantova, su consiglio del giovane Rubens.

caravaggio.madonnadelrosario

Madonna del Rosario

Negli stessi anni segnati da questa esplosione creativa, a partire dal 1603, si succedono senza interruzione denunce alla polizia, risse, processi: nel 1605 Caravaggio si rifugia a Genova, dopo aver ferito un cancelliere in tribunale. Nel maggio del 1606, un duello si conclude tragicamente con l’uccisione del suo avversario (ma lui rimane comunque ferito). Viene condannato alla pena capitale.

caravaggio

Flagellazione

Da questo momento è un ricercato e su di lui pende una condanna a morte: se trovato in territorio pontificio verrà decapitato.  E’ costretto a fuggire, prima a Pagliano e poi a Napoli. Sono di questo periodo la Madonna del Rosario, ora a Vienna, Le sette opere di misericordia e la Flagellazione di Capodimonte. Comincia allora una vita da fuggiasco, in cui si alternano successi e sventure. Nel 1607 si reca a Napoli dove esegue per chiese e conventi alcuni capolavori come la “Flagellazione di Cristo” e le “Sette opere di misericordia”.

Ma le sue peregrinazioni non si fermano e anzi lo portano, siamo nel 1608, fino a Malta, con lo scopo di ottenere il cavalierato e la protezione dell’ordine maltese, ciò lo avrebbe forse messo al sicuro dalla condanna.

Nel luglio 1608 Caravaggio è accolto nell’ordine dei Cavalieri, ma la calma e la felicità durano poco. Tra settembre e ottobre Caravaggio viene arrestato e rinchiuso nelle carceri di Forte Sant’Angelo. Il motivo della sua incarcerazione, secondo uno studioso maltese, Sciberras, è stata la partecipazione del pittore a uno scherzo ordito da alcuni cavalieri di Grazia nei confronti di quelli di Diritto. Una ragazzata da parte di Caravaggio che gli costa il carcere e soprattutto l’espulsione dall’ordine dei cavalieri.

Fugge di galera e si reca in Sicilia. dove, spostandosi da una città all’altra lascia numerosi esempi del suo genio: il “Seppellimento di Santa Lucia”, eseguito a Siracusa per l’omonima chiesa; la “Resurrezione di Lazzaro” e l'”Adorazione dei pastori” oggi esposte al museo di Messina e una “Natività”, conservata nell’oratorio di San Lorenzo a Palermo (da recenti studi pare che quest’ultima sia stata realizzata a Roma nel 1600).

Ritornato a Napoli nell’ottobre del 1609, è aggredito e gravemente ferito. Nel contempo i suoi protettori romani si adoperano per ottenergli la grazia. Ancora convalescente si imbarca nel luglio del 1610 per lo Stato pontificio. Arrestato per errore alla frontiera di Porto Ercole e liberato due giorni dopo, vaga lungo le spiagge alla vana ricerca della barca che lo aveva trasportato lì. Qui, il 18 luglio, all’ospedale di Santa Maria Ausiliatrice (stando a un documento recente la cui autenticità è molto dubbia), preda di “febbre maligna” (così i biografi antichi scrivono), muore.

Questo è ciò che sappiamo stando ai documenti ufficiali e varie fonti. Una verità parziale, satura di ombre e punti oscuri che ha dato adito a congetture e ipotesi sulle ragioni della morte del pittore. Chi ha aggredito Caravaggio a Napoli e perché? Perché da Napoli si è diretto verso Porto Ercole?

articoloPer districare questo mistero non ti perdere i miei prossimi articoli:

sarà un viaggio interessante!!!

 

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