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Vittime del cyberbullismo

3 marzo 2017 - Bullismo e Cyberbullismo, Criminologia per ragazzi
Vittime del cyberbullismo

Vittime del cyberbullismo

In Italia 2 ragazzi su 3 sono stati vittima di cyberbullismo

Questi sono i dati di una ricerca Microsoft in occasione del Safer Internet Day: oltre la metà di chi naviga sul web ha incontrato di persona l’autore della minaccia online, ma la percentuale sale ancora tra i più giovani.

 

Come ti avevo promesso in questo articolo riporto alcune delle casistiche di cyberbullismo più recenti verificatesi in Italia:

 

 Mary ( nome fittizio), Pordenone, 12 anni; 18 gennaio 2016.

La bambina scrive un messaggio ai compagni di classe: “ adesso sarete contenti”,  poi si lancia dal balcone del secondo piano, non muore ma riporta politrauma e sospetta frattura di una vertebra. Fortunatamente non ha  perso la vita grazie ad una tapparella aperta che ha attutito la caduta. Cosa c’è alla base di questa drammatica decisione? È il profondo disagio nei rapporti con compagni e coetanei.  C’è un blocco psicologico: il terrore nel dover rientrare in classe dopo un’assenza di una settimana per un’infiammazione alle vie respiratorie.  Quando i soccorritori sono giunti  la bambina ha confessato loro: “ oggi dovevo tornare a scuola dopo la malattia, ma non ce la facevo a rientrare in quella classe. Avevo paura di urlare al mondo i miei timori e così ho deciso di farla finita.”

 

 Alice, vigevano, 14 anni; 15 gennaio 2015.

La ragazza è stata picchiata da tre ragazze che frequentavano un istituto superiore vicino a quello di Alice. Ma perché? La loro spiegazione È stata che <Alice aveva invaso il loro territorio di caccia per i ragazzi.>. Lei non si è arresa e grazie all’aiuto dei genitori, ha denunciato il fatto ed è tornata a scuola a testa alta. Le tre ragazze sono state denunciate al tribunale dei minori di Milano.

 

 Giorgia ( nome fittizio), Torino, 12 anni.

E’ stata presa in giro. È stata umiliata e insultata. Attraverso messaggi sul cellulare è addirittura stata istigata al suicidio. Dopo mesi non ce l’ha fatta più . E così ha ingoiato un flaconcino di pastiglie per la pressione trovata in casa della nonna, sperava di farla finita. Non sapeva che le avrebbero causato al massimo un gran mal di testa. Ha passato due settimane nel reparto di neuro-psichiatria infantile dell’ospedale regina Margherita. I segnali che la scuola ha inviato ai servizi sociali e al tribunale sono stati ignorati.

 

Aurora Cerullo, Venaria Reale, 14 anni; aprile 2014.

Riceveva messaggi e post sul suo profilo pubblico in modo particolare utilizzava ask.Fm,  qui altri utenti offendevano e la ingiuriavano soprattutto per il suo aspetto fisico. Le scrivevano frasi del tipo: <sei un cesso, ucciditi>.  Aurora ha tentato il suicidio. Inquirenti attribuiscono questo gesto proprio ai messaggi che riceveva e che hanno definito di istigazione al suicidio. In una relazione della polizia di Stato leggiamo però che non si può parlare di cyberbullismo!!!

 

 Nadia,  Fontanaviva (Padova), 14 anni; 9 febbraio 2014

Parliamo ancora dI messaggi e post sul profilo pubblico in ask.Fm. Ecco un esempio di messaggi che riceveva:< spero che uno di questi giorni ti taglierei la vena importantissima che c’è sul braccio e morirai>.  Aveva cercato di mandare segnali di disagio aveva postato immagini di polsi tagliati e cuori spezzati, ma nessuno È stato capace di capirla. Prima di suicidarsi ha scritto cinque biglietti e poi è salita sul tetto dell’ex-albergo da cui si è buttata. Uno di questi messaggi era indirizzato alla nonna che quando si è resa conto delle intenzioni della nipote non ha più potuto fare nulla, era ormai troppo tardi.  Ora una lista di istituzioni politiche mettono sotto accusa il sito ask.Fm

 

Andrea, Roma, 15 anni; 20 novembre 2012.

La colpa di questo ragazzo è di non aver mai nascosto la sua originalità, neanche in famiglia: vestiti eccentrici, colorati, smalto sulle unghie, tutto ciò non è mai stato accettato da alcuni che lo insultavano sui social network.

 

Carolina Picchio, Novara, 14 anni; 5 gennaio 2013.

Carolina stanca di essere derisa dal gruppo di amici che qualche settimana prima aveva postato un filmato dove la ritraevano ubriaca e in loro totale balia, decide di uccidersi lasciandosi cadere dal terzo piano di casa. Gli amici pensavano di essere spiritosi non si rendevano conto che umiliandola su Facebook la stavano uccidendo.

 

Provincia di Agrigento: Caso di cyberbullismo in scuola elementare, la vittima ha 9 anni

La storia è tutta da raccontare e ha avuto origine quando la bimba, che frequenta la scuola elementare, un giorno in un momento di distrazione ha lasciato il suo telefonino poggiato sul banco.

Uno o più alunni, probabilmente della stessa classe, hanno approfittato di quel momento per attuare una “bravata”.

Sono riusciti a scaricare delle fotografie di nudo da un sito, le hanno elaborate facendo sparire il viso, e a quel punto dallo stesso apparecchio le hanno inviate ad altri coetanei, in modo da far credere che fosse stata la proprietaria del cellulare a inviare quelle foto.

In tanti hanno condiviso quelle immagini con un gruppo di amici su WhatsApp, e il tam tam sui telefonini è corso per ore. La scoperta nella stessa giornata. Allertata la famiglia fortunatamente il tutto è stato interrotto dall’intervento degli agenti della Polizia Postale.

Resta una considerazione da fare, perché la divulgazione di quelle foto (anche se false), soltanto per puro divertimento, ha rischiato di provocare devastanti conseguenze.

 

Andrea Natali, Borgo D’Ale (Vercelli), 26 anni , settembre 2015.

Si è impiccato al soffitto nella sua abitazione, non ne poteva più di essere preso in giro. Tutto ha inizio il 22 Ottobre 2013. Andrea torna a casa dal lavoro fuori di senno in preda ad una grave crisi di nervi. Non ha voluto più tornare in carrozzeria per la paura di trovarsi davanti i suoi colleghi di lavoro che lo tormentavano continuamente. Solo una persona era stata indagata. Non usciva più solo da casa, voleva essere sempre accompagnato perché aveva paura di essere schernito dalla gente del paese che aveva visto tutto. Nel 2014 ha subito altri atti di cyberbullismo, è stato preso e gettato nel cassonetto della spazzatura con una busta in testa. Mentre lo deridevano filmavano tutto, per poi postarlo su una pagina Facebook, creata appositamente, visibile a tutti. Secondo gli psicologi Andrea era esasperato, era sprofondato nella depressione più nera. Grazie all’aiuto dei suoi genitori e della sua psicologa, è riuscito a denunciare alla polizia postale di Biella ciò che era accaduto, la quale è riuscita a rintracciare i video e le immagini postate da un suo ex collega su YouTube e Facebook ed ad eliminare la pagina. Andrea si è suicidato non riuscendo a sopportare tutto ciò che è accaduto negli anni passati, ha scelto con drammatica e rassegnata convinzione di togliersi la vita.

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